HARPASTUM

 

 



L'Harpastum, anche conosciuto come Harpustum, era un gioco con la palla giocato harpastumnella Roma antica, e anche il nome del pallone con cui veniva giocato.

I romani infatti lo chiamavano anche "il gioco della palla piccola" per distinguerlo dai giochi effettuati con altri tipi di pallone, come la Follis (o Folliculus) e la Paganica, riempiti di aria (Follis) o piume (Paganica). La palla da Harpastum era probabilmente più piccola delle altre e riempita di stoppa e lana.

La parola Harpastum è la romanizzazione della parola greca "ἁρπαστόν" (harpaston), declinazione neutra del sostantivo "ἁρπαστός" (harpastos), letteralmente "sottratto a forza", poichè deriva dal verbo "ἁρπάζω" (harpazo), "afferrare, strappare".

Il gioco invece sembra essere la versione romana di un gioco greco chiamato Phaininda (in greco, "φαινίνδα"), o di un altro gioco sempre greco chiamato "ἐπίσκυρος" (Episkuros).

Purtroppo poco o nulla si sa delle regole di questi giochi. Tutte le fonti concordano comunque sul fatto che fossero violenti e pericolosi. grecol

Questo il gioco dell''Harpastum a Roma come ricostruito da Eugenia Salza Prina Ricotti
(http://www.espr-archeologia.it)
:

 

"Si trattava di una partita movimentatissima giocata a squadre in un grande spiazzo con regole e finalità abbastanza simili a quelle del football americano. Consisteva cioè nel tentativo di riuscire a portare la palla all’ultima estremità del campo avversario. La partita che si svolgeva tra lotte accanite, rapidi passaggi e tutto il relativo accompagnamento di urla, applausi del pubblico, mischie e sgambetti tra i giocatori, non aveva niente da invidiare a quelle che si svolgono oggi nei nostri modernissimi stadi.
Il gioco ci viene descritto da Antifane, un poeta della commedia di mezzo le cui opere sono databili dopo l''anno 388 d.C.. il quale dopo aver gridato:
"Accidenti al demonio! che tremendo torcicollo mi sono buscato!"
Descrive vivacemente la cronaca di una partita
"…Prese la palla ridendo e la scagliò ad uno dei suoi compagni. Ruscì ad evitare uno dei suoi avversari e ne mandò a g
ambe all''aria un altro. Rialzò in piedi uno dei suoi amici, mentre da tutte le parti echeggiavano altissime grida “E'' fuori gioco!”, “E'' Troppo lunga!”, “E'' troppo bassa!”, “E'' troppo alta!”, “ E'' troppo corta!” “Passala indietro nella mischia!”
Come si vede anche qui non c’è molto di nuovo sotto il sole. A Roma il gioco attecchì trionfalmente ed ebbe i suoi
appassionati ed i suoi tifosi. Cambiò soltanto il nome: i concorrenti erano numerosi e la mischia feroce, il campo era un campo qualsiasi di terra semplice e non di terra battuta, per cui si combatteva in una nuvola di polvere, così che i Romani, che amano definire tutte le cose in modo scanzonato, ma appropriato, invece di continuare ad usare il nome greco di harpastum , preferirono chiamarlo in latino pulverulentus, un nome più pittoresco e che meglio rendeva l’idea dello svolgimento dell’accanita competizione: la "polverosa" o meglio il “polverone”. "

Altre fonti riportano come l'Harpastum fosse usato come esercizio fisico per i legionariharpastum91. Quindi non è improbabile pensare che questo gioco viaggiò con le legioni romane e fu da queste diffuso in tutta europa, dove probabilmente si fuse e contaminò con i giochi con la palla locali.

Sicuramente è stata trovata documentazione di una partita del 276 d.C. in cui i Britanni sconfissero i legionari con punteggio di 1-0.


Cercando quindi di applicare i 3 principi di Epika (Rievocazione, Interpretazione, Competizione) anche al gioco, siamo lieti di ospitare all'interno di CampoMartio il Torneo Ufficiale EPIKA di Harpastum!!



Fonti:
Eugenia Salza Prina Ricotti (http://www.espr-archeologia.it)
Wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/Harpastum)
Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Harpastum)